Fondazione Montanelli Bassi
 
5 luglio

Ricorrenze: Salvatore Giuliano



"Amici che leggete queste mie confessioni, se un giorno qualcuno le leggerà, ascoltatemi: non insegnate mai ai vostri figliuoli a <<distinguersi>>, nemmeno nel bene, a uscire dalla regola e dalla normalità.”

INDRO MONTANELLI, Io, Giuliano – Il Corriere della Sera, 11/12/1949
 

Il 5 luglio del 1950 cessava di vivere Salvatore Giuliano (1922-1950), brigante e terrorista italiano.

Alla guida di una banda armata, per alcuni mesi approfittò della protezione offerta dall'EVIS, il braccio militare del Movimento Indipendentista Siciliano, attivo dalla fine della Seconda guerra mondiale. Tuttavia, il suo nome è ricordato soprattutto per la strage di Portella della Ginestra, avvenuta il 1º maggio 1947, durante la quale lui e i suoi uomini uccisero undici persone e ne ferirono altre ventisette.

Montanelli che lo citò in vari articoli a proposito di episodi aventi a che fare con la mafia, ne fece un ritratto, fra l’altro in prima persona – come se fosse lui stesso, Giuliano – nelle pagine del Corriere, di cui qui riportiamo un estratto.

“Ah, la Gloria! Fu il suo miraggio a condurmi sin qui. Per la prima volta, la sognai il giorno in cui mi vestirono da <<avanguardista>> e mi diedero in mano un fucile e un pugnale.

Mia madre fece venire un fotografo apposta da Palermo per ritrarmi in quella tenuta guerriera ed io, vedendo quel ritratto, gli giurai che sarei diventato degno di lui. In un certo senso, ho mantenuto…

Degno di lui fui il giorno in cui mi denunziai autore di un delitto che non avevo commesso.”




      




     

 
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