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9 maggio
Ricorrenze: Aldo MoroLe due volte che parlai a quattr’occhi con lui non ne cavai nulla. Non perché si chiudeva nel silenzio: ma perché con la sua evasività, con la sua circospezione, con le sue parole sfumate e polivalenti, con i suoi ‘se’, con i suoi ‘ma’, con i suoi ‘eventualmente’, badava soltanto, come si diceva <<a sinistra>> ma anche verso gli altri tre punti cardinali secondo impercettibili gradazioni d’ipotesi subordinate. INDRO MONTANELLI, Aldo Moro, al di là della melassa ipocrita…, La Stanza di Montanelli, Corriere della Sera, 22 marzo 1997
Il 9 maggio del 1978 veniva a mancare Aldo Moro, noto politico e giurista.Fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana, diventandone prima Segretario dal 1959 al 1964 e poi Presidente nel 1976. Fu anche Ministro della giustizia (1955-1957), della Pubblica istruzione (1957-1959) e per quattro volte Ministro degli esteri (1969-1972 e 1973-1974) nei governi Rumor e Colombo. Montanelli ne parlò in tante occasioni negli articoli dei suoi quotidiani e lo descrisse approfonditamente nei suoi ‘Incontri’. Qui riportiamo un estratto da una delle sue ‘Stanze’ in cui traccia un profilo del personaggio, non senza ricorrere al suo tipico accento ironico. “Ecco perché i suoi discorsi erano interminabili. Quello di apertura dell’ottavo congresso democristiano durò sei ore, e nessuno capì in realtà, cosa aveva detto. Qualcuno lo accusava di non avere in testa che un frullato di parole. Ma non è vero: un suo disegno lo aveva. Era convinto che, per la Democrazia e i suoi valori liberali, la partita fosse persa, e che l’unica cosa da fare era arrendersi ai comunisti (quelli di allora, non quelli di oggi) associandoseli al potere e lasciando che questo li corrompesse come aveva fatto coi democristiani. Era insomma un Generale che cercava di evitare la sconfitta arrendendosi prima della battaglia.” ©Copyright Eredi Montanelli ![]() ![]() |
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