INDRO MONTANELLI, Magari di Pasolini ce ne fossero ancora. La Stanza, Corriere della Sera, 3 gennaio 2000
Figura talora controversa, soprattutto per le sue opinioni, spesso radicali e critiche nei riguardi delle abitudini della società borghese e consumistica, all’epoca in grande diffusione in Italia, è da ricordare in ogni caso come un acuto osservatore dei cambiamenti sociali, del Sessantotto e delle vicende ad esso collegate.
Montanelli pur non avendolo mai incontrato ne parlò in alcuni articoli, lodando le sue doti di scrittore. Ne riproponiamo un estratto da una delle sue Stanze per il Corriere della Sera dove descrive il personaggio rispondendo a un suo lettore.
“…(…) Per evocare e farci vivere poeticamente un mondo fasullo, senza radici, e quindi umanamente squallido come quello delle borgate, la cui miseria e sordidezza si sposano col consumismo più sfacciato e sguaiato, ci voleva del genio, e Pasolini lo ha avuto.
Volle dire chiaramente che considerava questo mondo peggiore di quello delle borgate, di cui lui si era fatto interprete e scandaglio per motivi che non avevano nulla a che fare con la politica: motivi di cui lui non faceva alcun mistero e di cui solo degl’ipocriti bacchettoni potevano scandalizzarsi o fingere di scandalizzarsi.”
*Copyright Eredi Montanelli

