“Qui, fra questi uomini innamorati della tecnica e smaniosi di perfezione, ma allergici all’anonimato del grande complesso industriale, Ferrari è potuto restare quello che è: il <<maestro>> di una meravigliosa <<bottega>> artigiana.”
Indro Montanelli, Tre storie in Emilia – Il Corriere della Sera, 18 marzo 1964
Il 14 agosto del 1988 ci lasciava Enzo Ferrari. Imprenditore, dirigente sportivo e pilota automobilistico italiano, fu il fondatore dell'omonima casa automobilistica e della relativa sezione sportiva, la Scuderia Ferrari, la quale conquistò in Formula 1, con lui ancora in vita, 9 campionati del mondo piloti e 8 campionati del mondo costruttori.
Indro Montanelli ne era amico (presente una piccola corrispondenza nel nostro archivio), tant’è che nel suo studio milanese, visibile oggi presso la nostra Fondazione, è esposta una fotografia del noto personaggio (con una dedica ad Indro sul retro).
Nel 1964 Montanelli andò a trovarlo per un intervista e ne tracciò un profilo.
“Nonostante i sessantacinque anni suonati è ancora un bell’uomo, alto, diritto e atletico, con un volto da medaglia: la medaglia di un Colleoni. Mi dicono che conserva una forza di lavoro e una freschezza d’intuito sbalorditive. (…) Ferrari trovò la misura di se stesso e diede quella della sua genialità solo quando tornò qui, alla vigilia della guerra, dopo il lungo tirocinio al servizio prima della Fiat e poi dell’Alfa Romeo. Negli ingranaggi di quelle grandi industrie, era rimasto l’uomo dell’ “officina”. E infatti nient’altro è Maranello, che una grande perfetta officina. La più grande e perfetta che esista al mondo della meccanica.”
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