Respirare la storia, nel cuore di Fucecchio
L’antico Palazzo della Volta è situato nel centro storico di Fucecchio, comune toscano in provincia di Firenze, situato in un territorio attraversato dalla Via Francigena, ricco di beni naturalistici, storia e tradizioni, valorizzate anche grazie alle attività di una viva comunità locale.
Palazzo della Volta oggi
Dal 1993, il Palazzo Della Volta è affidato in uso alla Fondazione Montanelli Bassi ETS e, al piano terra, alla Nobile Contrada Sant’Andrea, che ne hanno promosso e realizzato il restauro.
L’interno rappresenta un interessante esempio di abitazione aristocratica dei secoli XVI-XVIII, con il piano terra destinato ai servizi (stalle, silos) e il primo piano, in cui si svolgeva la vita quotidiana dei proprietari e che oggi conserva il ricchissimo archivio di Indro Montanelli e i suoi due studi di Milano e Roma, dotati di arredi originali e testimonianze della sua carriera di giornalista.
Il Palazzo Della Volta ospita inoltre un’ampia raccolta di dipinti e disegni dell’artista fucecchiese Arturo Checchi.
Completano gli interni, le cantine e, a un livello ancora inferiore, i “ciglieri”, scavati nel tufo, dove si conservava il vino. Degni di nota il piccolo chiostro con cisterna e la cappella privata al primo piano.
La presidenza
Questa stanza, situata al piano nobile di Palazzo della Volta, ospita una collezione di oggetti appartenuti al giornalista Indro Montanelli, provenienti da ogni parte del mondo.
Tra questi possiamo osservare: le armi della famosa Campagna d’Etiopia a cui Montanelli partecipò come ufficiale e da cui prese spunto per scrivere uno tra i suoi primi libri: Il XX Battaglione Eritreo.
Impossibile non notare il luccicante Leone d’Oro, premio vinto al Festival del Cinema di Venezia per la sceneggiatura del film di Rossellini, “Il Generale Della Rovere” e le numerosissime medaglie.
Alle pareti sono appese le pergamene delle due lauree Honoris Causa conferite dalle Università di Genova e di Bologna, alcune foto che documentano importanti tappe della sua vita e l’albero genealogico da cui si evince la discendenza della famiglia Montanelli dai “Della Volta” (antica consorteria che abitò l’omonimo Palazzo).
Infine, da ricordare l’antica e preziosa edizione del Vocabolario della Crusca e una sezione di volumi del Settecento e Ottocento, donati dalla famiglia Galleni.
La sala di lettura
Aperta al pubblico e spazio ottimale per la consultazione e lo studio, la Sala di lettura conserva tutta la collezione cartacea di importanti testate giornalistiche italiane, con cui Indro Montanelli collaborò:
- “Il Giornale” (1974 – 1994);
- “La Voce” (1995 – 1996);
- Le “Stanze” uscite con “Il Corriere della Sera” (1997 – 2001).
Sono inoltre presenti in sala l’Enciclopedia Universale Treccani, altre enciclopedie italiane e straniere e la rivista “L’Europeo”.
La sala è aperta al pubblico e agli studenti negli orari di apertura della Fondazione. Vai a questa pagina per conoscere gli orari e partecipare alle attività della Fondazione Montanelli Bassi ETS.
Palazzo della Volta nella storia
Il palazzo prende nome dalla “Volta”, luogo che tra il XIII e il XIV secolo indicava lo spazio compreso tra via Sant’Andrea, oggi via Castruccio e la piazza del castello di Fucecchio, attuale piazza Vittorio Veneto.
Non si sa se questo nome derivasse da una “volta” murata – un edificio per la conservazione di derrate alimentari lungo le vie di pellegrinaggio – oppure dall’ampia curva della strada.
Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento sorgevano qui le torri, le case e i palazzi delle più prestigiose famiglie fucecchiesi aderenti alla consorteria che dal luogo prese il nome “della Volta”. Dal più ricco e potente lignaggio del clan, quello dei Guillicioni, derivarono tutte le famiglie che, da Pietro detto Montanello, presero poi il cognome Montanelli.
Esiliati intorno alla metà del Trecento, nell’epoca dei più feroci conflitti interni, i Montanelli rientrarono nel castello un secolo più tardi e un ramo di essi riuscì a riappropriarsi delle case che furono degli avi, accorpandole in un grande palazzo tra XVI e XVII secolo. Nacque così l’edificio che, dal tardo Settecento, fu noto come “palazzo Montanelli Della Volta”, dopo che i proprietari erano riusciti a farsi dichiarare nobili, riprendendo l’antico cognome del clan.
La facciata del palazzo reca tuttora evidenti le tracce delle preesistenti abitazioni medievali. Si possono notare, tra l’altro, finestre ad arco acuto tamponate e differenze nella muratura che rivelano l’accorpamento di costruzioni diverse (almeno due, forse una torre e un palazzo), oltre a lavori di restauro che sono stati realizzati in varie epoche, gli ultimi nel 1993.