“(…) E’ stato il caposcuola dell’Idealismo, cioè della più importante scuola di pensiero di tutto l’Otto e di gran parte del Novecento, lo stesso Marx discende in linea retta da lui. Insomma un grande Maestro, non un Costui. “
I.MONTANELLI, Quel vizio di sacrificare il Fatto all’Idea, La Stanza di Montanelli, Corriere della Sera, 14/07/1997
Il 27 agosto del 1770 nasceva a Stoccarda Georg Wilhelm Friedrich Hegel , filosofo e teologo tedesco. Hegel si confrontò con le idee del suo tempo e con la filosofia antica e cristiana. Nella sua Fenomenologia dello spirito affrontò molti ambiti della filosofia e sviluppò poi un sistema che cercava di spiegare tutta la realtà attraverso la ragione. Fu uno dei principali filosofi dell’idealismo tedesco e raggiunse grande prestigio accademico. Negli ultimi anni assunse posizioni più conservatrici, allontanandosi dalle idee liberali della giovinezza.
Montanelli ne parlò in una delle sue Stanze rispondendo a un lettore:
“È ai suoi seguaci che risale quell’aberrante interpretazione della Storia come un conflitto di Idee, di cui i Fatti non sarebbero che trascurabili accessori. E fu in polemica con queste concezioni che Ranke coniò la sua famosa definizione della Storia come studio e racconto di «come sono andate le cose», cioè di come si sono svolti i fatti, i fatti e basta.
Sono, secondo me, due aberrazioni. È impossibile raccontare una Storia senza i fatti. Così come è assurdo ridurre la Storia ad un elenco di fatti.
In Italia, grazie a Benedetto Croce che ne fu il grande rappresentante e padrino (non per nulla lo chiamavano «un Hegel alla pommarola»), l’Idealismo ha trionfato, da generazioni la cultura accademica ne è intrisa, ed ha allevato, e continua ad allevare torme di storici che sulla Storia avranno anche le idee più giuste del mondo, ma un fatto che sia un Fatto non sanno raccontarlo: lo considerano — o fingono di considerarlo — degradante. È questo che li rende illeggibili.”
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