Francesco Cossiga

“E infine, a renderlo simpatico, è anche, forse, la sua malinconia (che con l’umorismo non è affatto in contraddizione, anzi: tutti gli umoristi sono in fondo dei malinconici).”

INDRO MONTANELLI, “Cossiga, ti vogliamo bene perché non sei come Pertini”. La Stanza di Indro Montanelli – Oggi, 25/12/1985

Il 26 luglio del 1928 nasceva a Sassari Francesco Cossiga (1928-2010) politico e costituzionalista, ottavo presidente della Repubblica Italiana dal 1985 al 1992, quando assunse, di diritto, l’ufficio di senatore a vita.

Fu ricordato come un “ministro di ferro” per la sua dura gestione dell’ordine pubblico. Docente universitario, iniziò la carriera politica nel 1958 con la Democrazia Cristiana, diventando Ministro dell’Interno dal 1976 al 1978, anno in cui si dimise per l’uccisione di Aldo Moro. Successivamente guidò un fragile governo come Premier (1979-1980) e fu Presidente del Senato (1983-1985). Nel 1985 venne eletto al Quirinale, diventando il Capo dello Stato più giovane della storia repubblicana, carica da cui si dimise nel aprile 1992. Durante il suo mandato presidenziale nominò cinque presidenti del Consiglio, cinque senatori a vita e cinque giudici della Corte Costituzionale.

Montanelli ebbe più occasioni di parlarne, qui di seguito riproduciamo un estratto da un articolo de ‘Il Giornale’

“Cossiga è sardo e dei sardi ha l’introversione, ma anche l’ostinazione. Ne sa qualcosa lo stesso De Mita, che lo volle lì, con la convinzione di farne il docile strumento delle sue manovre. Cossiga è come Becket, che ligio al suo re, su suo ordine prese i voti; ma, diventato uomo di chiesa, servì la Chiesa anche contro il re, fino a rimetterci la testa.

La testa Cossiga l’ha solidamente piantata sulle spalle. Ma cosa vi frulli dentro, ancora non s’è capito. C’è chi dice che, sotto sotto, la parte di protagonista gli piace e che la discrezione non è che l’abile mascheratura della sua ambizione. Può darsi che ci sia un po’ di vero ma poco. La sua ritrosia è autentica anche se si concilia male coi lustrini di cui non si stanca di arricchire il Quirinale.”

I. Montanelli, “Desaparecido al Quirinale”, Il Giornale, 28/05/1989

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