Dicono di lui

Aldo Cazzullo

“Era innanzitutto un inviato, un giornalista che andava sul posto. È stato odiato dagli storici, perché scriveva meglio di loro e vendeva più libri di loro. È stato odiato dai comunisti, perché era il vero capo della destra italiana. Ed è stato odiato dai berlusconiani, perché aveva rifiutato di mettersi al servizio di Berlusconi. Di questo odio quasi si compiaceva, perché come un altro grande, Giorgio Bocca, tendeva al malumore e alla critica; come accade del resto a chiunque osservi la realtà italiana con onestà intellettuale.”

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INDRO & SERGIO, SOLO UNA COINCIDENZA?

“Il principe dei giornalisti italiani e il critico televisivo che non guardava la tivù. Montanelli il mostro
sacro, Saviane il “querelato speciale”. Indro che resta la firma più celebre del giornalismo anche oggi,
Sergio quella più dimenticata nonostante abbia svelato i misteri di Alleghe e abbia inventato la parola
“mezzibusti”. In apparenza, il giorno e la notte.”

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Montanelli…in TV

Comunichiamo che domenica 3 maggio alle ore 23,10 su RAI 3 andrà in onda in prima visione la puntata di  “Inimitabili” dedicata ad Indro Montanelli e condotta da Edoardo Sylos Labini, venuto appositamente a Fucecchio, presso la sede della Fondazione Montanelli Bassi ETS e davanti la casa natale di Indro in piazza Garibaldi, per fare parte delle riprese (Le Stanze di Milano e Roma, i libri e gli oggetti personali di Indro Montanelli).

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Ricorrenze: Colette Rosselli

““Amava ripetere: <>..(…) E’ stata l’amica cui confessare timori e speranze, angosce e inquietudini. Alle confidenze sincere rispondeva nelle sue rubriche – con il nome di Donna Letizia – sempre con puntualita’, non tralasciando mai un pizzico di ironia e di gioia.””

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Montanelli ‘strumentalizzato’ per il referendum

 Riportiamo l’articolo di Lorenzo Giarelli uscito suI ‘Fatto Quotidiano’ dove la nostra presidente, Letizia Moizzi, evidenzia come Indro Montanelli sia stato tirato in ballo da alcuni promotori a favore del SI per il prossimo referendum, tra cui, addirittura, la Fondazione Luigi Einaudi di Roma (che ha promosso il Comitato Si Separa) e ‘il Secolo d’Italia’ di Italo Bocchino.

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